Usura, attenzione ai colletti bianchi

La Campania è la “vittima preferita” dell’usura.  Questo emerge dall’analisi della CGIA di Mestre sui dati 2013 di Banca d’Italia. Quando la crisi morde più forte, a farne le spese sono privati e aziende.  Così, messi con le spalle al muro, cadono “tra le braccia” di chi offre tassi usurari
 
Tra le province più colpite, quella di Salerno. A confermarlo Ottavio Leo, (vice presidente dell’associazione Porta Aperta Onlus). «Attualmente seguiamo 65 casi, e il fenomeno è purtroppo in forte espansione. Il dato positivo è che, vuoi per l’impossibilità di saldare i propri debiti, vuoi per la maggiore fiducia nella rete di sostegno che accompagna le vittime, sempre più commercianti ed imprenditori si stanno rivolgendo a noi per puntare il dito contro gli aguzzini».
 
Tuttavia, c’è poco da stare allegri, perché, come un camaleonte, l’usura sta cambiando pelle. Parola d’ordine: mimetizzarsi, nascondersi dietro una facciata rispettabile. Quando si è in difficoltà ci si affida spontaneamente a chi ha un aspetto rassicurante. Così, oggi  «la cambiale è il mezzo preferito dai colletti bianchi. Gli aguzzini sono professionisti insospettabili, spesso colleghi di quelle che poi finiscono con il diventare le loro vittime». 
 
Sensibilizzare i cittadini affinchè riconoscano gli usurai “della porta accanto” è quindi il primo passo. A questo deve aggiungersi un adeguato supporto psicologico, perché «ogni vita salvata è un duro colpo inferto al fenomeno».
 

 

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