Come proteggere la casa di residenza dall’ipoteca di Equitalia?

Divieto per Equitalia di pignorare l'immobile di residenza

Pignoramento_Equitalia

La burocrazia, si sa, non sempre ha il pregio della chiarezza. Perciò, spesso il contribuente fatica a capire quali sono i suoi diritti e i doveri. 

Ma soprattutto, ha difficoltà a comprendere entro quali limiti il Fisco può agire nei suoi confronti. Un esempio? L’aura di confusione e inesattezze che circonda due termini come ipoteca e pignoramento. Qui di seguito alcune, importanti, puntualizzazioni.

L’ipoteca è una misura volta a garantire a Equitalia l’accesso prioritario, rispetto agli altri creditori, all’importo ricavato dalla vendita forzata dei beni del debitore. 
 
Tale provvedimento deve precedere, necessariamente, il pignoramento vero e proprio.
L’iscrizione dell’ipoteca “richiede” un debito maggiore o uguale a 20.000 euro. Per il pignoramento immobiliare, invece, il tetto minimo è di 120.000.
 
In anni recenti sono state introdotte importanti modifiche in materia. Ciò per garantire una tutela più stringente a chi si trova in una condizione economica di per sé precaria. 
 
Così il Governo Letta ha sancito il divieto, valido solo per Equitalia, di pignorare l’immobile di residenza. Una successiva sentenza della Cassazione (n. 19270 del 12/09/2014), ha precisato che la norma è retroattiva, e quindi ha il potere di bloccare anche i procedimento in corso.
 
Ecco quali sono, in dettaglio, i requisiti necessari, oltre alla residenza, per chiedere la cancellazione del pignoramento. La casa
 
  • è l’unico immobile di proprietà del cittadino
  • è stata accatastata a uso abitativo
  • non rientra negli edifici di lusso, o nelle categorie A/8 e A/9
 
 
 
da redazione
 


 


 

 

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