A un passo dal suicidio, scopre di essere vittima di usura bancaria

L’usura bancaria imbavaglia il cittadino, strappandogli non solo quello che ha costruito in una vita di fatica e sacrifici, ma anche la speranza e la voglia di combattere. E’ quindi fondamentale vincere la vergogna e il senso di umiliazione trovando la forza di chiedere aiuto. Perché proprio questo, a volte, può salvare la vita, come nel caso dell’anziano imprenditore Giuseppe Fasoli.Truffato dalle banche, l’uomo probabilmente avrebbe tentato il suicidio, se Uniti Si Vince, associazione milanese a sostegno del cittadino, non avesse svelato quanto accaduto.

Giuseppe Fasoli lavorava nel settore calzaturiero, fino a quando la malattia lo ha costretto a smettere. Per dare ossigeno all’azienda chiede un mutuo chirografario che prevede una rata finale assai consistente (18.000 euro). L’imprenditore ha un contratto con un’importante società statunitense, e quindi non immagina neanche quanto sta per accadere. Infatti l’istituto di credito non si fida in quanto non conosce direttamente l’azienda straniera.

L’uomo si vede quindi proporre, di contro, un mutuo fondiario ipotecario di 80.000 euro, che dovrebbe consentirgli di chiudere il finanziamento e ottenere in aggiunta ulteriore liquidità. L’erogazione della somma avviene solo attraverso un’ipoteca sulla casa, successivamente messa all’asta in quanto Giuseppe Fasoli non riesce a pagare le rate.

L’imprenditore chiede aiuto a svariate sedicenti associazioni a tutela del consumatore, ma senza ottenere alcun risultato, finchè Uniti Si Vince riscontra effettivamente tassi da usura bancaria, e blocca pignoramento e messa all’asta della casa. Una volta tanto, si è evitata la tragedia annunciata.

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