Duecentomila imprese denunciano anomalie creditizie

170mila aziende hanno riscontrato elementi di illegittimità nel comportamento delle banche, soltanto nell’ultimo mese. A rendere nota l’allarmante cifra è stato SDL Centrostudi, società di consulenza e assistenza a imprese e privati fondata il 12 settembre scorso.

Ma non finisce qui. Analizzando nel dettaglio il campione di riferimento, si nota che il 99% dei conti correnti è caratterizzato da anomalie, il 70% circa ha tassi di interesse superiori alla soglia di usura, e, su 100 euro versati alla banca per  «commissioni, remunerazioni, a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito», una quota consistente non era dovuta.

«In sintesi» spiegano dal Centro Studi, «la crisi finanziario-economica mentre provoca acuta sofferenza nelle famiglie e nelle imprese, attiva inaccettabili comportamenti di ‘business sulle difficoltà’, con aggressioni  al patrimonio industriale, artigianale, agricolo e dei servizi che connota il tradizionale corpo produttivo dell’Italia. A tale attacco fa da pendant un’insistente espropriazione delle famiglie sovraindebitate e prive di adeguate tutele».

Tuttavia un dato da cui ripartire c’è. Infatti, l’84% di aziende che si sono rivolte al Centrostudi sono in attività e quindi ancora “in partita” per superare la crisi economica. 

 

 
 
 

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