Sotto quale cifra pensione e stipendio non possono essere pignorati?

Importanti novità in materia di pignoramento, a seguito del Decreto Legge n.83 pubblicato lo scorso 27 giugno in Gazzetta Ufficiale. Ecco, punto per punto, cosa cambia.
 
Debitori pensionati: sotto quale soglia non si tocca la pensione?
La legge prevede che non possono essere intaccati importi inferiori al tetto definito di sussistenza, ovvero indispensabile per vivere, che corrisponde all’assegno di pensione sociale aumentato della metà. A conti fatti, per l’anno corrente parliamo di 672,78 euro. Di conseguenza, chi percepisce un’indennità minore non può essere pignorato. Quelle superiori, invece, possono essere pignorate per un massimo di 1/5.
 
Cosa succede allo stipendio, invece?
Se è stato versato in banca prima del pignoramento, il “prelievo forzoso” può riguardare solo importi eccedenti il triplo dell’assegno sociale.
Se l’accredito è contestuale o successivo, la quota massima è di un quinto.
 
Cartelle Equitalia
L’Agenzia di Riscossione può rivalersi sul contribuente fino a un massimo di 1/10 di stipendio o pensione (se questi non superano i 2.500 euro). Per importi fino a 5.000 euro, il tetto è di un settimo, e di un quinto per indennità eccedenti questa soglia.
 

 

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