Rc Auto:le truffe più frequenti che rischiano di farti spendere una fortuna

Cara assicurazione, quanto mi costi? Avere (e mantenere) un’auto può costare parecchio, soprattutto se si incappa nella compagnia sbagliata. In questo caso la truffa è all’ordine del giorno e, come i camaleonti, può assumere le forme più diverse. Proviamo a “smascherarle”.
 
Può succedere, ad esempio, che la compagnia dica di non avere alcun contratto di collaborazione con il broker che ha fatto sottoscrivere l’assicurazione. Oppure che l’agenzia sia in fase di dismissione o priva di licenza. Molto spesso poi, per far “abboccare” l’ignaro utente si utilizza una denominazione che richiama quella di blasonati e consolidati istituti.
 
Una delle truffe più frequenti però, è quella dei falsi incidenti. Così, ci si vede addebitati sinistri mai avvenuti, che ovviamente fanno lievitare i costi gonfiando in modo del tutto anomalo il premio bonus-malus. Come fare a vigilare, quindi? È necessario leggere attentamente l’attestato di rischio, documento annualmente inviato all’utente che riporta i sinistri denunciati nel’ultimo quinquennio assicurativo. Chi riscontra degli errori può presentare un reclamo all’Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) a cui spetta il compito di avviare un’istruttoria. Se a seguito dell’indagine vengono rilevate responsabilità da parte della compagnia, questa può subire sanzioni disciplinari.
 
Se la falsa segnalazione proviene da terze parti, è necessario inoltrare una denuncia cautelativa presso il proprio istituto assicurativo, dichiarando di essere estranei ai fatti. È richiesta una comunicazione scritta in cui si specifica che non si era presenti nel luogo all’orario indicato. Contestualmente bisogna bloccare il risarcimento diretto. La relativa modulistica è disponibile presso le varie compagnie. 
 
 

 

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