Parroco padovano invita allo sciopero fiscale. «Rivoluzione pacifica contro il sistema».

«Ci sono tasse giuste, e chi le evade compie un peccato mortale e un reato penale, e tasse ingiuste, o addirittura perverse, cioè contrarie alla legge divina. Queste non devono essere pagate, anche a costo della vita. La tassa giusta non deve mai superare il 10-20% del salario». A scriverlo, Don Marino Ruggero, ex parroco di Villa di Teolo (Padova), sul bollettino parrocchiale “Marin che rugge”. Un intervento, il suo, destinato a suscitare polemiche e prese di posizione, non solo per l’invito allo sciopero fiscale, ma anche perché negli ultimi anni il prete è salito spesso agli onori della cronaca per diversi motivi.
 
Meglio pagare le bollette per sopravvivere o le tasse?
«Papa Ratzinger in un’udienza generale affermava che il buon cristiano comprende la necessità di fare fronte agli oneri fiscali, per quanto gravosi e sgraditi possono apparire. Io non sono d'accordo. Quando una famiglia arriva a toccare il fondo della disperazione perché non ha da mangiare, una decisione la deve prendere. Io la chiamo sciopero fiscale. Una rivoluzione pacifica dove basterebbe che tutti non pagassero alcuna tassa senza paura, con un unico scopo: mettere in crisi un sistema fiscale tritacarne ormai senza più controllo».
 
Far discutere è la “missione” di Don Marino
L’ex parroco non usa mezzi termini per esprimere il suo punto di vista. D’altronde la provocazione sembra essere l’elemento distintivo del suo percorso. Anni fa, per esempio, aprì un pub a Padova per avvicinare i giovani alla chiesa. Nel 2003, in occasione del presepe natalizio, aveva scelto per il ruolo della Madonna una ragazza madre di colore, e per quello di San Giuseppe un bastone. Oltre il sacro però, Don Marino ha trovato il tempo anche per il profano, tentando due volte di entrare nella casa del Grande Fratello. Insomma, la sua figura ha luci e ombre, sfaccettature più o meno condivisibili. Tuttavia, la sua forte presa di posizione, che segue quella del prete antiusura di Padova, ha comunque un merito. Quello di far riflettere sull’urgenza di un sistema fiscale più sostenibile e a misura d’uomo. 
 

 

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