Morto l’uomo accusato di eccesso di legittima difesa. A chi andrà l’eredità?

Le guerre tra poveri hanno un duplice, devastante effetto. Non risolvono i problemi di nessuna delle parti in causa, e generano paradossi al limite del macabro e del grottesco. L’epilogo della vicenda di Ermes Mattielli, robivecchi veneto che nove anni fa sparò a due ladri sorpresi nel suo magazzino a rubare del rame (valore: circa 300 euro), ne è l’ulteriore riprova. La morte dell’uomo, avvenuta nei giorni scorsi a seguito di un periodo di forte stress e angoscia, lascia aperti scenari difficili da prevedere, e comunque complessi da gestire. A ottobre il Tribunale di Vicenza lo aveva infatti condannato per duplice tentato omicidio, disponendo un risarcimento danni di circa 140.000 euro. Resta ora da capire a chi spetterà saldarlo. 
 
«Ermes potrebbe avere fatto testamento indicando qualche beneficiario. In ogni caso gli eventuali eredi dovranno pagare i 135 mila euro solo nel caso di accettazione dell’eredità. Che non so a quanto possa ammontare, ma se fosse inferiore a 135 mila euro è difficile che l’eredità possa essere accettata». Così hanno sintetizzato la vicenda i legali del robivecchi. In tal caso, i beni (presumibilmente costituiti da due vecchie case) passeranno allo Stato, a cui toccherà occuparsi del risarcimento. 
 
Inizialmente accusato di eccesso di legittima difesa, Mattielli era stato condannato a un anno di carcere per lesioni. Il verdetto era però stato impugnato, e quindi ribaltato, trasformandosi in imputazione di duplice omicidio, confermata nelle settimane scorse. La ricostruzione dei fatti della notte del 13 giugno 2006 aveva accertato che l’uomo aveva sparato nove colpi di pistola, prima puntando verso i fasci di luce delle torce, e dopo verso i ladri, che però erano già a terra.