La giustizia gli dà ragione, eppure riceve cartelle esattoriali per 30 milioni di euro

Assolto, ma pressato dalla richiesta di cifre enormi da parte di Equitalia. Sembra la trama di un film drammatico, ma purtroppo per Pietro, ex imprenditore di Spoleto, è una realtà, tanto concreta quanto spaventosa. Accusato di evasione fiscale, nonostante sia poi stata accertata la sua innocenza, Equitalia pretende il pagamento di 30 milioni di euro, di cui 19 in imposte, e il resto in interessi di mora.

L’odissea di Pietro va avanti ormai da vent’anni, durante i quali ha perso tutte le sue certezze. Dopo un lunghissimo silenzio ha deciso di parlare, nella speranza di esorcizzare la disperazione che prova, evitando che altre persone, in futuro, subiscano il suo stesso calvario.

«La Finanza ha verificato che tutto era a posto. Perché continua questo accanimento?»

Nel ’95 l’ex imprenditore possedeva tre società di produzione, trasformazione, confezionamento e commercializzazione dell'olio extra vergine d'oliva. All’epoca esistevano dei contributi comunitari ad hoc, e  decise di fare richiesta. I problemi iniziarono dopo un controllo della finanza, che sospettava Pietro emettesse fatture false inscenando vendite inesistenti. Fu rinviato a giudizio, e le fiamme gialle chiesero di poter procedere non solo per reati fiscali e amministrativi, ma anche penali. Iniziarono gli accertamenti, conclusi con un nulla di fatto. «Dimostrato in sede penale che i capi d'imputazione non sussistevano perché non si è fermata anche la procedura fiscale?». Si chiede con amarezza.

«A causa di Equitalia mi hanno bloccato stipendio e conto corrente»

Dopo aver ricevuto le ingenti cartelle, alcune delle quali notificate il 14 agosto o il 24 dicembre, è stata pignorata la busta paga di Pietro, e congelato il conto che ha ormai da 25 anni. «L'ufficio legale della Federcontribuenti si è già mosso ma l'amarezza è molta». Un danno economico notevole, che si aggiunge ai 300.000 euro pagati dall’uomo per difendersi, praticamente svendendo il suo patrimonio. Ma non è tutto. Le difficoltà economiche non sono, forse, la cosa peggiore capitata all’uomo.

«La mia vita è stata massacrata. Chi mi restituirà la serenità e l’affetto dei miei cari?»

Da quando la “macchina” di Equitalia è partita, per Pietro è cambiato tutto. I pensieri girano in testa come schegge impazzite, e allora anche solo riuscire a dormire è un’impresa. E certo non aiuta veder andare in pezzi il proprio matrimonio, e la propria madre tentare il suicidio per ben due volte. 

 
 
 
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