Interessi bancari, se manca il consenso del cliente vanno risarciti

Le parole non sono vincolanti. Ciò che è scritto sì. Il Tribunale di Roma ha fatto sua questa massima dichiarando nulli gli interessi richiesti al consumatore se non sono stati precedentemente messi nero su bianco. Così, è stato cancellato un debito di 40.000 euro vantato da un istituto di credito, condannato a rimborsarne 32mila
 
Come sono stati determinati gli interessi?
Tutto comincia nel 2009, quando il Monte dei Paschi di Siena notifica a S.G., titolare di un’edicola, e al padre e garante, un decreto ingiuntivo a cui si aggiungono interessi convenzionali e spese legali. La banca giustifica la richiesta come saldo dei rapporti intercorsi negli anni. 
Padre e figlia vogliono vederci chiaro. Decidono di non pagare e richiedono una consulenza legale. Gli interessi praticati, spiegano i due, non sono stati concordati in sede di contratto.
 
Condannato l’istituto di credito, tutto è bene quel che finisce bene?
A dicembre scorso il Tribunale ha revocato il decreto ingiuntivo, stabilendo che Monte dei Paschi deve risarcire gli ex clienti. A questo si aggiunge il pagamento delle spese legali e della consulenza tecnica. 
Tuttavia per S.G. e il padre i problemi non sono finiti. I due infatti hanno subito il pignoramento di una casa da parte della stessa banca. Nel 2003 era stato acceso un mutuo fondiario per 160.000 euro. Il capitale però, a detta degli interessati, sarebbe stato erogato solo in minima parte (40.000 euro). La quota restante sarebbe stata destinata da Monte Dei Paschi a ripianare un presunto debito contratto in precedenza. 
 
 

 

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