Equitalia "smemorata". La giustizia la condanna a restituire 12 milioni di euro

Incredibile ma vero. Per una volta, le istituzioni si rivalgono sull’Agenzia di Riscossione inadempiente, anziché abbattersi con una mannaia affilata sull’incolpevole contribuente. È successo a Ciampino. Il Comune ha preteso e ottenuto il risarcimento dei danni prodotti dalla negligenza del concessionario. Questo non si era dimostrato all’altezza del ruolo affidatogli. 
 
Tutto era cominciato sette anni fa, quando il comune laziale aveva sottoscritto una partnership con Equitalia  Sud, incaricata di esigere coattivamente tasse, multe, nonché le rette delle mense scolastiche. Mentre il tempo passava, però, l’Agenzia non riusciva a chiudere le posizioni creditorie pendenti, dimostrandosi peraltro poco collaborativa, a fronte delle richieste di chiarimenti da parte dell’Ente pubblico.
 
Il Comune di Ciampino si è avvalso della facoltà di agire direttamente nei confronti di Equitalia, come previsto dal Regio Decreto del 1933 (Inadempienze nella riscossione dei tributi). Così, è stato richiesto l’intervento della Corte dei Conti, con esiti ai limiti del grottesco. Questa ha infatti preteso che fosse l’Ente a motivare lo “stato di salute” delle sue casse. 
 
Fortunatamente però, la Sezione Giurisdizionale del Lazio facente capo alla Corte dei Conti ha riconosciuto il diritto del Comune di agire direttamente nei confronti dell’Agenzia di Riscossione. Inoltre ha condannato Equitalia Sud al risarcimento di una cifra pari a 12.091.283,46 euro, cui vanno sommati rivalutazione monetaria e interessi legali (sentenza del 6 maggio 2015 n. 255). Peraltro, la Procura sta valutando eventuali ulteriori danni alla cittadinanza generati dal prolungato disservizio.
 

 

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