Equitalia non ti abbandona mai. Neanche dopo la morte

La burocrazia è come una macchina. Se viene meno il buonsenso e la ragionevolezza dell’uomo nel gestirla, rischia di deragliare, con effetti ora agghiaccianti ora grotteschi. Emblematico, in questo senso, un fatto di cronaca reso noto nei giorni scorsi. A Latisana (Udine) Equitalia ha notificato una cartella esattoriale a un contribuente scomparso da anni, e nella cui casa, a settembre 2014, era stato trovato un cadavere.
 
Una storia di ordinaria solitudine metropolitana. Potrebbe essere riassunta così la vicenda di P.C., originario di Milano e praticamente solo al mondo. Da quello che risulta infatti, il suo unico parente era uno zio residente in Francia. Ancor prima di scomparire, l’uomo aveva quasi azzerato i contatti con il mondo esterno: la sua condizione di disoccupato aveva purtroppo favorito l’isolamento e, probabilmente, anche la depressione. 
 
Nessuno, tuttavia, si era preoccupato di bussare alla sua porta per chiedergli come stava. L’unica a essere impensierita da questa assenza, è stata l’Agenzia di Riscossione. Ma solo perché, con il tempo, si era accumulato un debito, costituito dalle numerose tasse non pagate.
 
Nel frattempo, il Ris di Parma deve effettuare gli esami richiesti dalla Procura della Repubblica per stabilire l’identità del cadavere. E riconoscergli, si spera quanto prima, il diritto a una degna sepoltura.
 
 
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