Commerciante appesa a un filo: tassi al 100%, ma Equitalia pronta a pignorare

A che servono i tassi soglia, se poi vengono ignorati, facendo crescere a dismisura i costi e le angosce a carico dei consumatori? La domanda è tutt’altro che retorica. Chiedere a chi ha avuto a che fare con le banche per credere. D., una commerciante di Cuneo, per esempio, ha dovuto far fronte a tassi oscillanti tra il 38 e il 100%. Così, nelle scorse settimane ha querelato il suo istituto di credito per usura ed estorsione finalizzata ad appropriazione indebita.
 
Come spesso succede, lievitando le spese, si è innescata una spirale che ha messo in ginocchio l’attività. Infatti, a causa dei problemi di liquidità, la donna non è più riuscita a pagare i fornitori, né a far fronte al debito con Equitalia, coperto “solo” in parte (35.000 euro su un totale di circa 180.000). «Sono trent’anni che lavoro e adesso rischio di chiudere un’azienda che non ha mai avuto problemi per colpa di un’azione che io considero di vero sciacallaggio». Questo lo sfogo della commerciante, che ha dovuto sopportare anche il comprensibile stress di chi “aspetta” di essere pignorato, senza sapere con esattezza quando succederà. 
 
Intanto, l’associazione Federitalia, che offre supporto alle vittime di usura, ha chiesto alla procura di Cuneo il blocco del pignoramento. Infatti, se la commerciante si vedrà portar via i beni aziendali, dovrà smettere di lavorare, senza coprire comunque in misura soddisfacente il debito. E questo potrebbe essere l’inizio della fine. 
 

 

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